PiccioniStop
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DISINFESTAZIONE PALAZZI:

SISTEMA A SPINE & RETE

 

La scelta

 

A ben analizzare due sono i metodi realmente efficaci a risolvere il problema piccioni:

Il sistema a spine & rete: Questo è di gran lunga il meno caro, ma su un monumento lascerebbe molto a desiderare. Vedi:  Monumenti, il sistema elettrostatico   Cliccabile

Il sistema elettrostatico: Questo è certamente il metodo meno visibile, ma è molto più costoso dell’altro metodo. Entrambi i 2 sistemi, ben applicati, sono efficacissimi.

Tutti gli altri metodi: repellenti chimici, impianti ad ultrasuoni, palloni dissuadenti, richiami di rapaci, sterilizzazione ecc NON SORTISCONO ALCUN EFFETTO.

Spine e Rete antipiccioni, un sistema integrato in economia.

 

Per i palazzi civili, quindi, non vi è molto da discutere, questo è il sistema ideale per economicità ed efficacia. Da notare come l’abbinamento delle spine con la rete antipiccioni sia vincente, costituendo un sistema integrato in grado di coprire il 100% delle situazioni. Le spine bloccano i posatoi ed i luoghi ristretti di nidificazione, la rete interviene quando le spine sono inefficaci: chiude i grandi volumi impedendo il passaggio a zone ampie ed isolate: sottotetti, intercapedini, balconi e terrazzi abbandonati, gronde ampie ecc.

 

Disinfestazione a macchia di leopardo.

 

La disinfestazione di uno stabile passa giocoforza attraverso un’azione sinergica che deve coinvolgere tutti gli ambienti del palazzo interessati dal fenomeno. Intervenire a macchia di leopardo significa inesorabilmente non risolvere il problema perché le zone non protette continueranno sempre a fare da ricettacolo diurno e notturno per i colombi. Nella foto un balcone abbandonato di un appartamento sfitto da anni. Il condominio deve farsi carico della sua disinfestazione perché questo è un focolaio di infestazione e di infezione.

Queste zone del palazzo non disinfestate comporteranno che i volatili resteranno comunque in zona, di giorno si poggeranno ovunque, la notte si ammasseranno in tali posti per dormire, ed a tempo opportuno faranno ivi anche i nidi.

Non è una questione di pulizia. Infatti il lavaggio periodico, se possibile, delle zone sprotette non scalfisce minimamente la tenacia dei colombi nel ricolonizzare tali zone, rendendole sporche come prima in sette giorni. Né sortiscono effetto le plastiche colorate e luccicanti legate alle inferriate e mosse dal vento o i chimici repellenti.

Nella foto le plastiche nere al vento non impediscono al piccione (cerchiato in verde) di poggiarsi sul contatore del gas e tra gli stessi dissuasori neri, come abbiamo con chiarezza notato.

L’unico intervento che risolve i problemi è quello di impedire materialmente che i piccioni si posino, secondo i casi, o con i dissuasori o con l’uso di queste reti antipiccioni applicate nei punti “voluminosi” dove gli spazi sono troppo vasti per ricorrere all’uso di spine.

Queste reti, messe opportunamente, sono quasi invisibili, sono resistenti agli UV e sono tenaci abbastanza da impedire ai piccioni di introdursi anche con la forza.

 

Palazzi-ricettacolo.

 

Purtroppo c’è da dire che i palazzi non sono certo stati costruiti pensando al fenomeno dei piccioni. Così essi presentano un’infinità di posti dove questi volatili possono comodamente posarsi, dormire ed in taluni punti anche riprodursi. Vedi perfino gli stipiti di finestre e balconi che talvolta sono costruiti inutilmente sporgenti, o i marcapiano costruiti pianeggianti invece che inclinati a 45° o certi fregi, finestrelle, nicchie, sottotettoie ecc. luoghi ideali di nidificazione.

Nella foto la facciata di un palazzo con marcapiani pianeggianti e nicchie ceche. Qui la notte dormono forse centinaia di colombi, di giorno vi è un via vai continuo, e nelle nicchie si nidifica a ripetizione. Anche se non vi sono finestre la bonifica di questa facciata è basilare per la disinfestazione definitiva dell’edificio.

 

Risparmio

 

Si potrebbe risparmiare non mettendo le spine ovunque i colombi possano poggiarsi, ma soltanto in punti selezionati. Questo potrebbe comportare un risparmio del 20-30-40%, ma si può star certi fin da subito che i siti lasciati liberi subiranno un incremento di frequentazione con un semplice spostamento dei disagi. Il consiglio è di dare un taglio netto e di eliminare ogni possibilità di appoggio ai colombi che nel giro di 20 gg. saranno costretti a prendere nuove abitudini da altre parti.

 

L’INTERVENTO DI DISINFESTAZIONE

 

La disinfestazione di uno stabile agisce sia sulle aree condominiali che sulle aree private di ogni singolo inquilino, analizziamo i casi:

 

AREE CONDOMINIALI.

 

Interventi sul tetto: Consistono nella pulizia e sterilizzazione delle grondaie e dei pluviali tramite chimici adatti, il montaggio di rete antipiccioni per impedire la nidificazione primaverile ed estiva e, ove necessario, la posa in opera di spine di acciaio per impedire la caduta di escrementi sui balconi sottostanti.

Nella foto notare il vano gronda reso inaccessibile  dalla rete ed il comodo posatoio per colombi protetto con spine.

 

Interventi sulle zone irrangiungibili delle facciate: Consistono nel raggiungere con piattaforme mobili o con metodologie da rocciatore, per bonifica e disinfestazione, le zone di facciata irraggiungibili, (marcapiani, nicchie, sottotetti, ecc) che fanno da raccolta guano, cimitero carcasse, posatoi diurni e dormitori notturni per i piccioni.

Nella foto 2 operatori della PiccioniStop mentre si introducono sotto il tetto del terrazzo di uno stabile per la bonifica e disinfestazione di una veletta sporgente 20 cm divenuta ricettacolo di moltissimi nidi ed alloggio notturno per piccioni.

 

Interventi su stipiti e tettoie: Consistono nella protezione degi stipiti delle finestre a pelo di facciata (se troppo sporgenti sono posatoi), tettoie ecc che, se pur legate ai singoli inquilini, risultano irraggiungibili con i normali mezzi operativi.

Nella foto la disinfestazione di una tettoia raggiungibile solo con uso di corde, luogo di sosta per la notte e posatoio diurno per i colombi di passaggio.

 

Interventi nei luoghi disabitati del palazzo: Consistono nella disinfestazione dei terrazzi e balconi abbandonati (appartamenti non venduti o sfitti, balconi sempre chiusi, terrazzi non in uso ecc.) che sono immediatamente colonizzati dai colombi e che vanno allontanati, secondo i casi, montando le spine in modo più aggressivo o ricorrendo all’uso di reti antipiccioni.

Nella foto un terrazzo disabitato, ricettacolo di parassiti, fonte di malattie e di infezioni. Il condominio deve disinfestare per la salvaguardia della salute degli inquilini confinanti.

 

 

 

AREE PRIVATE:

Sono aree private quelle dei balconi e dei terrazzi, per cui salvo accordi diversi, ogn’uno dovrebbe preoccuparsene per conto suo.

Stangoni e stipiti di balconi e finestre:  Gli stangoni dei terrazzi per evitare che i piccioni vi si posino, non dovrebbero essere quasi per niente sporgenti rispetto ai parapetti, meno di 3 cm. Ma questo non è nella maggioranza dei casi, cosi sugli stangoni dei balconi poco frequentati i piccioni vi si posano e fanno i comodi loro. Per evitare ciò occorre proteggere gli stangoni con un filari di spine. Una volta disinfestato il palazzo è importante negare ai piccioni qualsiasi appoggio possibile, in modo che possano capire in fretta che il palazzo è diventato per loro off limits.

La stessa cosa dicasi degli stipiti di balconi e finestre. Talvolta abbiamo riscontrato sporgenze anche di 4-5 cm. tali sporgenze sono inutili al fine di proteggere dall’acqua piovana, ma sono utilissimi ai piccioni per posarvisi. Anche qui è essenziale proteggere gli stipiti con spine in acciaio. Nella foto uno stipite troppo sporgente e forse una finestra poco usata. Risultato: qui i piccioni si appoggiano, e di notte dormono. Soluzione: pulizia, sterilizzazione, montaggio di spine e, come sempre, maggiore frequentazione del balcone.

 

Condizionatori, Tubi, Contatori ed Arredi: E’ essenziale che ogni appoggio possibile venga negato con l’uso di spine. Ogni balcone va analizato per eliminare ogni appoggio o per renderlo “spinoso”. Anche i tubi e le staffe di ancoraggio dei condizionatori vanno protette con spine, e perfino gli alloggi incassati dei contatori vanno chiusi con una retina. Per arredi intendiamo scarpiere, mobiletti porta scope, armadietti, ecc. sui cui i piccioni spadroneggiano indisturbati.

Nella foto il tubo di scarico della caldaia del riscaldamento protetto in modo definitivo.

 

INFORMAZIONI E PREVENTIVI

 

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